Il refettorio

I dipinti raccolti nel refettorio del convento sono opere dismesse dalla chiesa o giunte per via ereditaria dopo l’Ottocento, poiché le soppressioni del secolo scorso lo privarono di tutto l’arredo.

Cominciando dalla parete sinistra si osserva un bel quadro di Orazio De Ferrari del 1648 con la “Sacra Famiglia” nella tipica caratterizzazione del barocco seicentesco genovese; segue un grande quadro con l'”Ultima Cena” di Luca Cambiaso (sec. XVI).

Luca Cambiaso, Ultima Cena, particolare
Luca Cambiaso, Ultima Cena, particolare

Chiude la parete sinistra la bella tavola della “Deposizione”, firmata e datata da Antonio Semino nel 1547: opera d’impostazione manierista con impianto tradizionale a piramide.

La parete di fondo espone due quadri del Settecento ligure: a sinistra “San Rocco in adorazione della Madonna” di Domenico Bocciardo (databile tra il 1746 e il 1770) e a destra l’“Assunzione di Mariasopra il sepolcro vuoto (secondo la tradizione iconografica cristiana al posto del corpo della Vergine, portato in cielo, sono rimaste delle rose) in mezzo agli apostoli del frate agostiniano venerabile Agostino Delfino, sepolto nella chiesa della Consolazione presso l’altare di santa Rita.

A destra due grandi tele sagomate con il “Battesimo di sant’Agostino” (avvenuto a Milano per opera del vescovo S. Ambrogio) e con la “Traslazione dell’Immagine della Madonna del Buon Consiglio”. Autore dei due dipinti è il settecentesco Antonio Giolfi. In mezzo alle tele una tavola d’impronta vagamente arcaica con la “Madonna della Cintura fra i santi Rocco e Nicola da Tolentino”, eseguita da Antonio da Como nel 1528.

Sopra il varco d’ingresso un gran crocifisso attribuito, per i modi crudi della resa del volto e d’altri particolari anatomici, ad un maestro tedesco del Quattrocento.

Refettorio
Refettorio