Luca Cambiaso

 

Luca Cambiaso (1527-1585): Ultima Cena
Luca Cambiaso (1527-1585): Ultima Cena

Nella produzione pittorica dell’artista o della sua bottega si annoverano varie versioni della Ultima Cena: la tela del refettorio del Convento degli Agostiniani di N.S. della Consolazione, la tela custodita nel Museo Diocesano proveniente dalla chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, la tela perduta di San Francesco di  Castelletto.
Tutte commissionate dal nobile Francesco  Grimaldi.
Tra gli antichi due autori, Giulio Pasqua in “Memorie e Sepolcri che sono nelle chiese e ne’suburbj di Genova raccolte dal Signor Giulio Pasqua l’anno 1610″, e Giacomo Giscardi in ”Notizia di pitture, statue ed altro in diverse chiese e palazzi della città e contorni di Genova, con relazione dell’origine delle medesime chiese”, in Biblioteca Franzoniana, Genova, elencano L’ Ultima Cena dipinta da Luca Cambiaso nel 1574 per Francesco Grimaldi.
Che ci sia stata una Cena nella chiesa di S. Francesco di Castelletto, non possiamo certamente esprimere un parere, e nemmeno su come sia andata perduta.
Della Cena nel Convento degli Agostiniani diremo le ragioni che ne sostengono  l’autenticità.
Il disegno n. 1749 degli Uffizi (ca. 1579) è certamente l’ispiratore delle cene del Carnbiaso che ne riflettono  la leonardesca impostazione. Tra le cene quella conservata nel refettorio degli Agostiniani si avvicma di più all’ispirazione del disegno. I due cataloghi dei beni storici della chiesa Consolazione, del Cervetto e del Labò, attribuiscono il dipinto a Luca Cambiaso.
Tra i moderni citiamo la ricercatrice californiana Mary Weitzel Gibbons, che  nel libro Giambologna, University Of California  Press,   1995  (fig.  76)  afferma due cose: la Cena essere stata commissionata dal Francesco Grimaldi per la sua cappella, e che l’opera riflette indubitabilmente  il progetto  degli Uffizi. Il riferimento  non può  che essere la Cena  della Consolazione.
Questa  ipotesi inoltre  sembra  suffragata  dal lavoro  di Mary  Newcome  Schleier in Disegni  Genovesi dal XVI al XVIII secolo (Firenze 1989), dove afferma chiaramente che la Cena ispirata dal cartone si trova nel  monastero  di Nostra Signora della Consolazione a Genova e una versione più piccola in Santa Croce a Moneglia (Luca Cambiaso, la vita e le opere, a cura di B. Suida Manning, W. Suida, Milano 1958; G. Algeri in Omaggio a Luca Cambiaso, Moneglia 1527 – El Escorial 1585. Restauri e proposte, a cura di E. Gavazza, G. Rotondi Terminiello, Genova,  1985).

Luca Cambiaso (1527-1585): Ultima Cena, particolare
Luca Cambiaso (1527-1585): Ultima Cena, particolare

Le affermazioni possono essere tranquillamente accettate  se per cappella Grimaldi  si intende quella  della chiesa  di Artoria, degli Agostiniani, in quanto la famiglia Grimaldi tramite il padre di Francesco, Ansaldo Grimaldi era stata nei primi anni del 1500 autrice della trasformazione della chiesuola degli agostiniani “in un tempio vasto e grandioso, del quale si fa menzione in un manoscritto del Pasqua, conservato nella Biblioteca civica. Aveva concorso alla sua edificazione il patrizio Antonio Spinola che a sue spese, fin dal 1497, aveva provvisto al magnifico ornamento dell’altare maggiore e del coro. Con lo Spinola concorrevano altre primarie famiglie genovesi a dotare iltempio di sontuose cappelle. Tra queste famiglie ricordiamo i Vigo, gli Interiano, i Vivaldi (che avevano due sorelle monache di clausura tra le agostiniane, oltre alla Tommasina Fieschi, sorella di Santa Caterina da Genova) i Zerbino, i Durazzo e personalmente Giovanni Pallavicini ed altri” («La Voce di S. Rita», gennaio 1970). Non ultimo il Pietro Fazio che commissionò per la sua cappella l’Ascensione del Brea, di cui si è occupata recentemente  la stampa,  se non per l’arte, almeno per  l’ esborso  costato alle casse statali.
Niente di strano dunque che il figlio di Ansaldo,  Francesco,  erede dei beni  del padre,  abbia  commissionato  a Luca Cambiaso  la Cena terminata nel 1579, per la chiesa o il refettorio degli   Agostiniani.
Come la tela sia giunta nella chiesa della Consolazione basta seguire le ragioni storiche del trasferimento degli Agostiniani  da Arteria alla Consolazione.
Dal 1473, fondazione degli Agostiniani della Consolazione, al 1798  per  la  congregazione  si  è  trattato  di un’epoca di assoluto successo di espansione non solo sul territorio ligure e limitrofo  del Piemonte  e dell’Emilia,  ma anche nel territorio laziale nel quale è stata introdotta per volontà del superiore  generale,  in  stima  della assoluta fedeltà  al carisma agostiniano.
Si è trattato di una continuità e crescita non interrotta nemmeno dalla soppressione del Convento di Arteria per volontà della Repubblica genovese che vi vedeva un pericolo militare nella contiguità del grande convento alle nuove mura cittadine potendo installare due o tre mila soldati nemici in posizione  strategica.
La Repubblica ha concesso tempo, il tempo della costruzione delle mura, e indennizzo per il trasferimento dei religiosi nel Palazzo Pinelli in zona San Vincenzo.
Ecco  perché nel  1818 il lavoro Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818  elenca per  la chiesa Consolazione, aperta al culto nel 1683, tutte le opere fatte per la chiesa di Artoria distrutta nel 1681, tra cui anche  la Cena del Cambiaso, e altre andate perdute o vendute come l’Ascensione del Brea, e l’Adorazione dei Magi di pittore fiammingo. (Padre Vittorio Sartirana O.S.A.)