Anton Maria Maragliano

Anton Maria Maragliano (1644 - 1739), bottega, Compianto sul corpo di  Cristo, particolare
Anton Maria Maragliano (1644 – 1739), bottega, Compianto sul corpo di Cristo, particolare

Il gruppo scultoreo rientra appieno in quella vasta produzione di macchine professionali e “sacre rappresentazioni” che, alla fine del Seicento a tutta prima metà del Settecento, ebbe in Anton Maria Maragliano il più prolifico e raffinato interprete.
Per le complesse implicazioni teologiche e dogmatiche della religiosità tridentina, così come per l’intensa portata emozionale e sentimentale che esso offre, l’ostentazione del corpo di Cristo, nelle sue varie possibili declinazioni – la Crocifissione, la Pietà, la Deposizione dalla Croce, il Compianto – costituisce uno dei soggetti allora più rappresentati.
Il Compianto sul corpo di Cristo della Consolazione si ispira a precedenti genovesi illustri, fra i quali il pregevole Cristo deposto della chiesa di San Luca, opera scolpita da Filippo Parodi e dipinta da Domenico Piola, assegnabile al nono decennio del XVII secolo; la splendida e commovente Deposizione della chiesa di San Matteo, opera che Maragliano realizzò intorno al 1710-15; la più complessa e altrettanto coinvolgente Deposizione, oggi nel convento della Visitazione, ma proveniente dalla distrutta chiesa francescana di Santa Maria della Pace, sempre di Maragliano, databile agli anni 1715-20; e, ancora, dello stesso autore e degli stessi anni, la Pietà della chiesa di San Filippo Neri.
Rispetto ai modelli citati, il gruppo della Consolazione, che senza dubbio deve essere uscito dalla fiorente  bottega di Anton Maria Maragliano, manifesta una maggiore durezza nel modellato delle figure, dai profili  a tratti angolosi, un allentamento della tensione emotiva, una moderata compostezza formale, che fissa in spazi circoscritti la gestualità dei personaggi ritratti. Alla luce di tali osservazioni, dunque, sembra ragionevole collocare cronologicamente l’opera nel periodo più maturo dell’attività artistica del maestro, quando, di fronte all’immensa mole di richieste e commissioni che si trova a dover smaltire, una buona parte del lavoro era svolto dalle altre maestranze di bottega, spesso ben dotate e qualificate, seppure ancora anonime.
(Scheda a cura di Paola Traversone per  Museo Agostiniano di Arte Sacra, Convento di N.S. della Consolazione, Genova, stampato da Arti Grafiche Francescane, marzo 2016)